DALLE LINGUE AGLI ACRONIMI

La prima vera lingua comune che si impose inizialmente in tutta l’area geografica europea fu il “latino”, la cui conoscenza era obbligatoria per instaurare e conservare rapporti durevoli con gli abitanti di un impero vasto come quello romano. Retaggio di tale supremazia “super partes” della lingua latina sono un’infinità di parole e modi di dire presenti in ogni attuale lingua moderna europea. Inoltre ricordiamo che lo Stato del Vaticano utilizza tuttora il latino quale lingua ufficiale per redigere documenti e normative ecclesiastiche.

In Europa, il periodo medioevale portò ad un affinamento delle lingue locali, provenienti da due ceppi principali: quello latino (italiano, francese, spagnolo, portoghese, romeno) e quello anglo-sassone (inglese, tedesco e varie lingue scandinave).

Il periodo storico caratterizzato dalla conquista dei nuovi continenti, da parte delle potenze europee, permise di esportare tali lingue in tutto il mondo, realizzando soprattutto zone anglofone (Regno Unito, Stati Uniti, Canada, India, Australia, Africa meridionale, Nuova Zelanda, …), zone francofone (Canada, Oceania, Africa Centrale e Settentrionale, Polinesia, …) e zone portoghesi (Brasile, Angola, Guinea, Mozambico, …), in linea con le velleità colonialistiche ed in seguito imperialistiche delle nazioni che si spartirono il dominio dei territori allora conosciuti per oltre 500 anni (all’incirca dal 1400 al 1900).

Superato il periodo coloniale ed imperialista, la preminenza di una lingua sull’altra derivò soprattutto dall’importanza industriale e scientifica della stessa e, in questo contesto, iniziò ad essere considerato fondamentale l’inglese, sia per la vastità territoriale delle sue ex colonie che per l’innovativo predominio tecnologico e militare del Regno Unito e degli Stati Uniti. Le nuove recenti potenze tecno-industriali (Giappone, Corea, Taiwan, Cina, … ) hanno dovuto, “obtorto collo”, utilizzare la lingua inglese per acquisire competenze e conquistare mercati sempre più ampi.

Di questa enorme onda anglofona, l’informatica è stata sicuramente la parte più alta e dirompente. Ma anche il linguaggio associato al business (marketing ed economia) è stato completamente assoggettato all’inglese, che si è anche introdotto pesantemente nella scrittura delle nostre mail attraverso una serie di acronimi (chi non l’abbia mai utilizzati … scagli la prima pietra). In questo contesto vogliamo evidenziare quelli più utilizzati, riportandone la traduzione ed una sintetica spiegazione.

  1. ASAPAs Soon As Possible: Al più presto. Viene usato per ribadire un’urgenza e mettere premura a chi deve fare una determinata azione.
  2. BTWBy The Way: A proposito. Spesso viene usato per aggiungere un particolare che si è dimenticato di inserire nelle e-mail precedenti.
  3. BW – Best Wishes: Coi migliori auguri. È una formula di chiusura, da usare solo se siete però in confidenza con l’interlocutore.
  4. EOD/EOW – End Of the Day: Alla fine della giornata;End Of the Week: Alla fine della settimana. Attenzione che poi si deve effettivamente fare qualcosa entro il periodo temporale dichiarato.
  5. FYI – For Your Information: Per tua informazione. Si usa per comunicare qualcosa che ritenete il destinatario debba sapere, anche se magari non è strettamente legato all’oggetto della mail e anche se il destinatario non è nell’elenco ufficiale.
  6. FWIW – For What It’s Worth: Per quel che vale. È un buon modo per inviare consigli o suggerimenti a qualcuno senza sembrare un sapientone. Partendo con questo acronimo potreste anche proporre idee molto innovative, presentate solo come semplici ed innocui suggerimenti.
  7. HTH – Hope That Helps: Reputo sia d’aiuto. Sarebbe il colmo se a non aiutare fosse proprio l’acronimo.
  8. IAM – In A Meeting: In un meeting. Si usa quando ricevete un messaggio, ma non potete rispondere perché siete in riunione, allora questo è il giusto acronimo di risposta.
  9. IDK – I Dont’ Know: Non lo so. Da usare con parsimonia, poiché è sempre spiacevole oltreché pericoloso evidenziare la propria ignoranza in merito.
  10. IMO – In My Opinion: Penso che. È il momento in cui esprimere al meglio la propria opinione.
  11. LET – Leaving Early Today: Uscire prima oggi. Si avvisa il proprio team di un’uscita anticipata.
  12. LMK – Let Me Know: Fammi sapere. Attenzione che stanno chiedendo la vostra opinione, siate accorti e rispondete con misura e precisione.
  13. NRN – No Replay Necessary: Non è richiesta la risposta, pertanto, non essendo necessario rispondere alla mail, evitate di inoltrare ai mittenti messaggi del tipo “Ok” o “Grazie”.
  14. OOO – Out Of Office:Fuori ufficio. Fate attenzione a non scrivere “000”. I tre zeri nei paesi anglosassoni a volte indicano il gabinetto.
  15. PRB – Please Reply By: Per favore, rispondi entro le (segue orario). Se vedete questo acronimo assicuratevi di rispondere effettivamente entro l’ora indicata.
  16. RE – Referring to: Riferito a. Significa “per quanto riguarda” o “a proposito di”.
  17. TBC – To Be Confirmed: Da confermare. Non allarmatevi, non ha nulla a che vedere con la tubercolosi, anche se in medicina si utilizza lo stesso acronimo per indicare questa pericolosa malattia.
  18. TBD – To Be Defined/Decided: Da definire/decidere. Potete trovarlo anche in presentazioni e documenti, per certi argomenti che devono ancora essere analizzati e definitivamente esplicitati.
  19. TLTR – Too Long To Read: Troppo lungo da leggere. E’ un breve messaggio che serve ad avvisare il mittente che la risposta alla mail ricevuta potrebbe tardare ad arrivare, poiché questa necessita di impegno e tempo nella lettura e nella realizzazione di un’adeguata risposta.
  20. TYT – Take Your Time: Prenditi il tuo tempo. Non c’è fretta per rispondere e pertanto … siete per il momento esonerati da una risposta immediata.
  21. Y/N – Yes/No: Si o No. Vi stanno chiedendo una risposta perentoria. Consiglio di riflettere sempre prima di rispondere, poiché ad un’affermazione positiva, a volte, segue un certo impegno realizzativo.

Pertanto se qualche collega Vi dovesse inviare un messaggio del tipo: IMO HTH questo articolo, ma FYI io sono IAM sino a EOD. BTW, FWIW, io LET, perciò sarò OOO. NRN, BW.

Ora sapreste sicuramente decifrarlo, fermo restando che sarebbe meglio cancellare definitivamente il suo indirizzo dalla Vostra mailing list.

ACTION ICT (Maggio 2022)

 

ACTION ICT è un’azienda di informatica giovane, dinamica e innovativa. Opera, sia a livello nazionale che internazionale, offrendo competenze professionali e soluzioni progettuali nell’ambito dell’ICT a clienti di medie e grandi dimensioni. Le nostre aree di eccellenza sono coperte da tre nostri centri di competenza: ACTION DATA (Big Data Analytics e Intelligenza Artificiale), ACTION APP (Web & Mobile Application) e ACTION IOT (Internet of Things e Robotica).

Ultimi articoli del blog