DECIDERE, O NON DECIDERE, QUESTO E’ IL PROBLEMA.

In un nostro recente Blog abbiamo cercato di condensare in poche righe i problemi alla base di ogni processo decisionale. In questo secondo Blog, vorremmo entrare più in dettaglio in alcuni processi di formulazione delle decisioni, elencandone pregi e difetti intrinseci.

Un primo approccio si basa sul modello del Perfetto Decisore Razionale, basato su una serie di ipotesi:

  • le variabili del problema sono tutte conosciute,
  • il grado di probabilità delle conseguenze associate alle singole scelte sono cognite,
  • il decisore ha un criterio preciso con cui eseguire la scelta ottimale e tale criterio risulta chiaramente misurabile (solitamente il massimo vantaggio ed il minimo costo).

Queste condizioni sono tipiche dei problemi di Ricerca Operativa, in cui, una volta definita matematicamente una funzione Obiettivo, occorre minimizzare o massimizzare la stessa attraverso complessi strumenti di matematica matriciale che portano all’individuazione della soluzione ottima da applicare alle variabili del problema.

Per esperienza, le situazioni che si affrontano sono spesso di estrema incertezza e raramente si riesce a valutare con sicuri metodi matematici l’impatto delle nostre scelte, a meno che il sistema da gestire risulti semplice e ben delimitato. Se ciò fosse, basterebbe un gruppo di computer per gestire tutte le nostre scelte attuali e future.

In altri termini la pura razionalità umana ha dei grossi limiti, che sono stati ben individuati, nel recente passato, da alcuni studiosi(*). Le principali cause che interferiscono sulla pura razionalità umana sono le seguenti:

  • influenza del proprio ambiente sociale (sia di provenienza che di scelta personale);
  • identificazione del decisore con gruppi di riferimento esterni, con associati problemi di lealtà multiple e conflittuali;
  • proiezione e testimonianza di valori personali negli atteggiamenti lavorativi e pertanto nelle proprie scelte aziendali;
  • tendenza ad utilizzare il pensiero globale ed indifferenziato, che spinge verso una rincuorante semplificazione dei problemi e delle relative decisioni;
  • tendenza ad utilizzare il pensiero dicotomico, cioè valutare i problemi in termini di bianco o nero, tutto o niente, ignorando invece le eventuali sfumature intermedie;
  • miopia conoscitiva, cioè la tendenza a riferirsi soprattutto al presente, trascurando l’impatto futuro delle proprie decisioni;
  • semplificazione eccessiva delle cause dei fenomeni, onde evitarne la complessità e l’eventuale interconnessione.

Pertanto noi decisori dobbiamo entrare nella logica che siamo esseri a razionalità limitata e che le nostre scelte non potranno mai essere “ottimali”, ma al limite potranno essere “soddisfacenti”. Queste scelte spesso vengono prese in condizioni né di certezza né di incertezza assolute, ma quasi sempre in condizioni di rischio. Pertanto le opportune valutazioni sulla correttezza e sulla adeguatezza della scelta eseguita potranno purtroppo essere fatte solo a posteriori.

(*): “La psicologia sociale delle organizzazioni”,  D. Katz – R. Kahn

ACTION ICT (Luglio 2022)

 

ACTION ICT è un’azienda di informatica giovane, dinamica e innovativa. Opera, sia a livello nazionale che internazionale, offrendo competenze professionali e soluzioni progettuali nell’ambito dell’ICT a clienti di medie e grandi dimensioni. Le nostre aree di eccellenza sono coperte da tre nostri centri di competenza: ACTION DATA (Big Data Analytics e Intelligenza Artificiale), ACTION APP (Web & Mobile Application) e ACTION IOT (Internet of Things e Robotica).

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